<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Centro Mentecorpo</title>
	<atom:link href="https://www.centromentecorpo.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.centromentecorpo.com/</link>
	<description>Il tuo benessere consapevole</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Apr 2024 16:44:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://www.centromentecorpo.com/wp-content/uploads/2018/07/cropped-Logo-Mentecorpo_Vettoriale-2-32x32.jpg</url>
	<title>Centro Mentecorpo</title>
	<link>https://www.centromentecorpo.com/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Chi fa da sé&#8230; di solito sbaglia!</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/chi-fa-da-se-di-solito-sbaglia/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/chi-fa-da-se-di-solito-sbaglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Trucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 16:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centromentecorpo.com/?p=2973</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ancora a oggi c'è una forte tendenza a scegliere una "dieta fai da te" piuttosto che affidarsi ad un professionista. Vero è che rivolgersi ad un esperto può sembrare una scelta dispendiosa ma è altrettanto vero che è il modo più efficace per ottenere risultati, conservando o addirittura migliorando la propria salute. Col "fai da  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/chi-fa-da-se-di-solito-sbaglia/">Chi fa da sé&#8230; di solito sbaglia!</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora a oggi c&#8217;è una forte tendenza a scegliere una &#8220;dieta fai da te&#8221; piuttosto che affidarsi ad un professionista.<br />
Vero è che rivolgersi ad un esperto può sembrare una scelta dispendiosa ma è altrettanto vero che è il modo più efficace per ottenere risultati, conservando o addirittura migliorando la propria salute.<br />
Col &#8220;fai da te&#8221; l&#8217;errore più comune è senza dubbio l&#8217;incontrollata restrizione calorica, che spesso si riflette sullo squilibrio di macronutrienti, privando il nostro organismo di elementi essenziali.</p>
<p>Perdere peso in fretta non sempre significa dimagrire in modo corretto e a farne le spese è proprio la nostra salute, con il rischio di alterare il metabolismo, sottoponendo l&#8217;organismo a un inutile stress.<br />
Di conseguenza può aumentare il rischio di sviluppare: disturbi del comportamento alimentare; malnutrizione (deficit di massa magra); disturbi del sonno e squilibrio nel metabolismo del cortisolo; mal di testa e senso di affaticamento; crampi<br />
muscolari e perdita di densità ossea.</p>
<p>La maggior parte delle persone che hanno seguito una dieta drastica, non solo non hanno raggiunto l&#8217;obiettivo sperato ma hanno anche recuperato i chili persi, in men che non si dica, se non accumulandone altri.<br />
Questa è esattamente la descrizione di un effetto &#8220;yo-yo&#8221; che può portare, reiterandolo nel tempo, a una sindrome metabolica.<br />
Continuare a risparmiare piuttosto che investire sulla propria salute, vale la pena? La risposta è certamente NO!<br />
Affidarsi a un professionista, al momento giusto, rimane sempre la scelta più consigliata!</p>
<p><strong>Dott. Riccardo Rossi Marcelli</strong></p>
<p><strong>Web</strong>: www.bio-nutrizionista.it<br />
<strong>IG</strong>: nutrizionista_dr.riccardo.rm<br />
<strong>FB</strong>: nutrizionistadrriccardorm</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/chi-fa-da-se-di-solito-sbaglia/">Chi fa da sé&#8230; di solito sbaglia!</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/chi-fa-da-se-di-solito-sbaglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Keto diet &#8220;vantaggi indotti dalla chetosi&#8221;</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/keto-diet-vantaggi-indotti-dalla-chetosi/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/keto-diet-vantaggi-indotti-dalla-chetosi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Trucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 16:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizionista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://centromentecorpo.com/?p=2975</guid>

					<description><![CDATA[<p>La condizione di chetosi determina una serie di adattamenti a livello di organi e tessuti in particolar modo, fegato, reni, muscolatura scheletrica e cervello. Adattamenti i cui obiettivi sono di: = favorire l'utilizzo degli acidi grassi liberi anziché del glucosio come substrato preferenziale per la produzione di energia; = ridurre al minimo la perdita di  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/keto-diet-vantaggi-indotti-dalla-chetosi/">Keto diet &#8220;vantaggi indotti dalla chetosi&#8221;</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La condizione di chetosi determina una serie di adattamenti a livello di organi e tessuti in particolar modo, fegato, reni, muscolatura scheletrica e cervello. Adattamenti i cui obiettivi sono di:</p>
<p>= favorire l&#8217;utilizzo degli acidi grassi liberi anziché del glucosio come substrato preferenziale per la produzione di energia;</p>
<p>= ridurre al minimo la perdita di proteine legata ai processi di gluconeogenesi indispensabili per garantire un apporto di glucosio al cervello, che possa coprirne in maniera parziale l&#8217;elevato fabbisogno.</p>
<p><strong>Chetosi stabile</strong><br />
L&#8217;utilizzo del substrato proteico è minimizzato e può essere ulteriormente ridotto con un adeguato apporto di proteine<br />
con la dieta;<br />
= l&#8217;utilizzo degli acidi grassi è costante e porta ad una progressiva riduzione della massa grassa;<br />
&#8211; la midollare del surrene e globuli rossi, tessuti che richiedono glucosio, producono lattato, che viene efficientemente<br />
riciclato tramite neoglucogenesi.</p>
<p>Il cervello ricava circa il 70% della propria energia dai corpi chetonici.</p>
<p><strong>Reintegro</strong><br />
Dopo il periodo più o meno lungo di dieta chetogenica si deve rispettare un protocollo di reintegro, attraverso il quale il corpo si riabitua gradualmente alla metabolizzazione di livelli crescenti (di settimana in settimana) di carboidrati. In questo modo è possibile tornare a mangiare tutto mantenendo i risultati indotti dal regime chetogenico.</p>
<p><strong>Dott. Riccardo Rossi Marcelli </strong></p>
<p><strong>Web</strong>: www.bio-nutrizionista.it<br />
<strong>IG</strong>: nutrizionista_dr.riccardo.rm<br />
<strong>FB</strong>: nutrizionistadrriccardorm</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/keto-diet-vantaggi-indotti-dalla-chetosi/">Keto diet &#8220;vantaggi indotti dalla chetosi&#8221;</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/keto-diet-vantaggi-indotti-dalla-chetosi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il disturbo della coordinazione motoria (DCD)</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/il-disturbo-della-coordinazione-motoria-dcd/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/il-disturbo-della-coordinazione-motoria-dcd/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 11:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=2647</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sviluppo motorio dei bambini è simmetrico e le asimmetrie rilevate precocemente dovrebbero essere annotate e seguite. All'inizio può essere difficile sapere cosa stia causando un'asimmetria, ma osservando in quali parti del corpo e in quali posizioni si verifica è possibile ottenere indizi sulla causa sottostante. La quale può essere dovuta, ad esempio, alla preferenza  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/il-disturbo-della-coordinazione-motoria-dcd/">Il disturbo della coordinazione motoria (DCD)</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo motorio dei bambini è simmetrico e le asimmetrie rilevate precocemente dovrebbero essere annotate e seguite.</p>
<p>All&#8217;inizio può essere difficile sapere cosa stia causando un&#8217;asimmetria, ma osservando in quali parti del corpo e in quali posizioni si verifica è possibile ottenere indizi sulla causa sottostante.<br />
La quale può essere dovuta, ad esempio, alla preferenza di un lato nella postura principale o ad altre differenze laterali.</p>
<p>Le valutazioni devono essere frequenti e se l&#8217;asimmetria persiste il bambino deve essere indirizzato dal professionista di competenza (Fisiatra, quindi Osteopata, Fisioterapista, Posturologo, TNPEE).</p>
<p>Il disturbo della coordinazione motoria è una condizione comune che colpisce circa l&#8217;8% dei ragazzi e il 2% delle ragazze.<br />
Si verifica in almeno la metà dei bambini con ADHD, disturbi dello spettro autistico e altre disabilità intellettive.<br />
Non sembra essere così comune nei disturbi da tic/sindrome di Tourette.<br />
Quando il disturbo della coordinazione motoria si verifica in comorbidità con l&#8217;ADHD vi è un rischio di difficoltà linguistiche e di tratti autistici.</p>
<p>[[Nel 1969 la «Disprassia Infantile» viene descritta con riferimento all’aprassia costruttiva degli adulti e definita come un disturbo dell’integrazione corporea che interferisce con l’organizzazione spaziale.<br />
La definizione di Disprassia sposta l’attenzione dagli aspetti esecutivi del movimento (tono, forza, fluidità) alla sua efficacia e finalità (scopo e adattabilità), e dal singolo atto motorio alla sequenza dei movimenti necessari per raggiungere uno scopo.</p>
<p>Nel 1987 il DSM-III-R (American Psychiatric Association, 1987) e poi nel 1994 il DSM-IV (American Psychiatric Association, 1996) introducono il termine «Disturbo della Coordinazione Motoria» (Developmental Coordination Disorder/DCD) per identificare i bambini con una difficoltà significativa nello sviluppo della coordinazione motoria, che interferisce significativamente con gli apprendimenti scolastici o con le attività di vita quotidiana, in assenza di disturbi neurologici maggiori o di Ritardo Mentale.</p>
<p>A tutt&#8217;oggi letteratura sui DCD continua a presentare una serie di limitazioni che si ripercuotono sulla comprensione del disturbo e sulla sua gestione clinica]]. (Maria Letizia Piredda, Roberta Penge).</p>
<p>I sintomi del disturbo della coordinazione motoria sono difficoltà generali di coordinazione, goffaggine motoria grossolana, problemi di equilibrio, ipotensione e scarse capacità motorie.<br />
La percezione visiva è spesso influenzata negativamente.</p>
<p>La condizione può essere rilevata in età prescolare, ma spesso la diagnosi non viene fatta fino all&#8217;età scolare o, addirittura, viene rimandata al periodo adolescenziale.<br />
La goffaggine grosso-motoria più evidente spesso si manifesta durante l&#8217;infanzia e il bambino può avere, ad esempio, difficoltà ad imparare ad andare in bicicletta, a sciare, a pattinare e a giocare con la palla (gli sport di squadra sono solitamente più problematici, mentre alcuni bambini possono sviluppare un buona capacità negli sport individuali).</p>
<p>La ginnastica scolastica è nella maggior parte dei casi un problema e molti bambini con disturbi della coordinazione motoria ne sono direttamente o indirettamente esclusi.<br />
L&#8217;ipotensione comporta spesso articolazioni troppo flessibili, una cattiva postura e un linguaggio del corpo &#8220;scomodo&#8221;.</p>
<p>Maneggiare matite, pastelli e posate può essere molto difficile e, a lungo andare, può influenzare i risultati scolastici.<br />
Anche i muscoli degli organi del linguaggio sono spesso colpiti il che rallenta la velocità della parola e porta a difficoltà di articolazione.</p>
<p>CAUSE E CONSEGUENZE</p>
<p>Il disturbo della coordinazione motoria è in molti casi ereditario, spesso insieme a una o più condizioni aggiuntive. Inoltre, le complicazioni durante la gravidanza e il parto sono un fattore di fondo comune nei disturbi della coordinazione motoria.<br />
L&#8217;ansia e la depressione spesso seguono le orme del disturbo della coordinazione motoria e molti bambini soffrono a causa della loro scarsa coordinazione e goffaggine.<br />
Sfortunatamente, la diagnosi viene fatta raramente anche quando i problemi sono evidenti, il che significa che non viene offerto alcun aiuto.</p>
<p>INDAGINE E TRATTAMENTO</p>
<p>La diagnosi va fatta sia come disturbo primario sia come diagnosi aggiuntiva comune nell&#8217;ADHD e nei disturbi dello spettro autistico.<br />
Il disturbo della coordinazione motoria può e deve essere studiato, diagnosticato e trattato.<br />
Di solito sono utili informazioni per bambini, genitori e insegnanti su come si manifestano i problemi e istruzioni su come lavorare con loro.<br />
L&#8217;esercizio della forza muscolare, delle funzioni esecutive e della forma fisica generale si è dimostrato efficace.<br />
L&#8217;allenamento motorio può essere molto efficace nel ridurre i problemi associati a scarse capacità motorie.</p>
<p>Insieme alla disabilità intellettiva e alle difficoltà generali di apprendimento, i disturbi della coordinazione motoria sono attualmente uno dei problemi più trascurati nell&#8217;intero campo della medicina dello sviluppo e della psichiatria infantile.</p>
<p>Segni di un DCD</p>
<p>• asimmetria<br />
• instabilità<br />
• tremolio<br />
• movimenti tesi<br />
• scarsa mobilità<br />
• torcicollo<br />
• piede equino<br />
• lesione del plesso<br />
• bambini con ritardo dello sviluppo o con sviluppo poco chiaro</p>
<p>SUGGERIMENTI SU COME AFFRONTARE IL DCD</p>
<p>Se il bambino si sente stanco un consiglio può essere quello di sedersi su una sedia con poggiapiedi e braccioli.<br />
Le scuole elementari dovrebbero</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>essere fornite di sedie con i braccioli e di poggiapiedi.<br />
È molto importante regolare il poggiapiedi alla giusta altezza.<br />
È anche importante, dopo essersi alzati dalla sedia, non sedersi sempre nella stessa posizione.<br />
Un altro buon consiglio potrebbe essere quello di utilizzare scarpe stabili. Questo perché molti bambini con DCD hanno piedi molto morbidi.<br />
È bene consigliare ai genitori di cercare qualche attività fisica che il bambino pensa possa essere divertente. È bene che il corpo si muova.<br />
Nuotare o fare una passeggiata nel parco, l&#8217;importante è che il bambino si svaghi.</p>
<p>Devid del Mauro<br />
Optometrista, Posturologo</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/il-disturbo-della-coordinazione-motoria-dcd/">Il disturbo della coordinazione motoria (DCD)</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/il-disturbo-della-coordinazione-motoria-dcd/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eteroforia &#124; Strabismo latente nei bambini</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/eteroforia-strabismo-latente-nei-bambini/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/eteroforia-strabismo-latente-nei-bambini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2021 17:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=1972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos'è lo strabismo latente nei bambini? Lo strabismo latente nei bambini si verifica quando gli occhi guardano un oggetto ed è necessario che le due immagini che si formano sulla retina (quella dell’occhio destro e quella dell’occhio sinistro) siano uguali affinché il cervello possa fonderle in un’unica immagine. Quando questo non succede si possono verificare  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/eteroforia-strabismo-latente-nei-bambini/">Eteroforia | Strabismo latente nei bambini</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="auto">Cos&#8217;è lo strabismo latente nei bambini?</h2>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Lo strabismo latente nei bambini si verifica quando gli occhi guardano un oggetto ed è necessario che le due immagini che si formano sulla retina (quella dell’occhio destro e quella dell’occhio sinistro) siano uguali affinché il cervello possa fonderle in un’unica immagine.</div>
<div dir="auto"></div>
<h3 dir="auto">Quando questo non succede si possono verificare 3 condizioni:</h3>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li dir="auto">Si ha visione doppia (Diplopia).</li>
<li dir="auto">Col tempo il cervello impara ad ignorare una delle due immagini (Ambliopia: occhio pigro).</li>
<li dir="auto">Le immagini viste dai due occhi cadono su due punti della retina non corrispondenti e uno dei due occhi si sforza per “raddrizzarsi”, in modo tale che il cervello possa fondere le due immagini. Questa condizione si chiama Eteroforia.</li>
</ol>
<div dir="auto">L’Eteroforia è quindi il cosiddetto strabismo latente che nei bambini e si evidenzia quando lo stimolo di fusione degli occhi viene interrotto (coprendo uno dei due occhi).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Non tutti i bambini con problemi scolastici presentano automaticamente Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività, così come non tutti i bambini sono eteroforici.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Se, però, vengono fornite delle indicazioni per la presenza di Dislessia o di ADHD è importante testare anche gli occhi del bambino per la possibile Eteroforia, dato che in numerosi casi le due condizioni sono copresenti.</div>
<div dir="auto">I problemi scolastici possono anche essere causati o esacerbati dall&#8217;Eteroforia.</div>
<div dir="auto"></div>
<h4 dir="auto">QUALI POSSONO ESSERE LE CONSEGUENZE DELL’ETEROFORIA NELL’APPRENDIMENTO DI UN BAMBINO?</h4>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Le seguenti caratteristiche nel bambino possono indicare Eteroforia:</div>
<div dir="auto"></div>
<h3 dir="auto">A scuola</h3>
<div dir="auto">
<p>Nessun desiderio di imparare.</p>
<p>Difficoltà di scrittura e di lettura.</p>
<p>Grande tendenza agli errori ortografici.</p>
<p>Problemi di concentrazione.</p>
<p>Cattiva calligrafia.</p>
<p>Bassa capacità di carico.</p>
</div>
<h3 dir="auto"></h3>
<h3 dir="auto">Controllo del corpo</h3>
<p dir="auto">Abilità motorie:</p>
<p dir="auto">-grossolane difficili (ad esempio: salendo le scale, pedalando o giocando a palla).</p>
<p dir="auto">-fini non buone (ad esempio: disegnando, colorando o tagliando con le forbici).</p>
<p dir="auto">Problemi di equilibrio, goffaggine.</p>
<p dir="auto">Postura della testa obliqua.</p>
<p dir="auto">Coordinazione disturbata tra occhio e mano.</p>
<p dir="auto">
<h3 dir="auto">Segni di sforzo</h3>
<p dir="auto">Affaticamento rapido durante la scrittura e la lettura.</p>
<p dir="auto">Bruciore oculare, dolore oculare, lacrimazione abbondante, ammiccamenti frequenti.</p>
<p dir="auto">Aumento della fotosensibilità, che si riduce pizzicando gli occhi sulle palpebre.</p>
<p dir="auto">Mal di testa (nei primi quattro anni di vita).</p>
<p dir="auto">Dolore addominale, vertigini, nausea.</p>
<div dir="auto"><a href="https://www.centromentecorpo.com/dott-devid-del-mauro-optometria/">Devid Del Mauro </a></div>
<div dir="auto">Optometrista, Posturologo</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><a href="https://deviddelmaurooptometrista.jimdofree.com">Sito web</a></div>
<div dir="auto"></div>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/eteroforia-strabismo-latente-nei-bambini/">Eteroforia | Strabismo latente nei bambini</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/eteroforia-strabismo-latente-nei-bambini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contattaci se qualcosa è andato storto!</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/contattaci-se-qualcosa-e-andato-storto/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/contattaci-se-qualcosa-e-andato-storto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 08:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=2427</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per qualsiasi dubbio o ti servono più informazioni non esitare a contattarci.</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/contattaci-se-qualcosa-e-andato-storto/">Contattaci se qualcosa è andato storto!</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Per qualsiasi dubbio o ti servono più informazioni non esitare a contattarci.</p>
</div>[contact-form-7]</div></div></div></div><p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/contattaci-se-qualcosa-e-andato-storto/">Contattaci se qualcosa è andato storto!</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/contattaci-se-qualcosa-e-andato-storto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA “FOMO” O “FEAR OF MISSING OUT”: QUANDO I SOCIAL CREANO DIPENDENZA.</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/la-fomo-o-fear-of-missing-out-quando-i-social-creano-dipendenza/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/la-fomo-o-fear-of-missing-out-quando-i-social-creano-dipendenza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 16:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[FOMO]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[vivere meglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=1897</guid>

					<description><![CDATA[<p>La cosidetta sindrome “FOMO” o “Fear of missing out”, letteralmente “paura di essere tagliati fuori” è un fenomeno reale che sta diventando sempre più comune e può causare uno stress significativo nella vita di tutti i giorni. Può interessare praticamente chiunque, ma alcune persone sono maggiormente a rischio. Ecco cosa bisognerebbe sapere sulla FOMO, cosa  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/la-fomo-o-fear-of-missing-out-quando-i-social-creano-dipendenza/">LA “FOMO” O “FEAR OF MISSING OUT”: QUANDO I SOCIAL CREANO DIPENDENZA.</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cosidetta sindrome “FOMO” o “Fear of missing out”, letteralmente “paura di essere tagliati fuori” è un fenomeno reale che sta diventando sempre più comune e può causare uno stress significativo nella vita di tutti i giorni. Può interessare praticamente chiunque, ma alcune persone sono maggiormente a rischio. Ecco cosa bisognerebbe sapere sulla FOMO, cosa dice la ricerca, come riconoscerla nella propria vita e come gestire la FOMO per evitare di influenzare negativamente la propria felicità.</p>
<p>La paura di essere tagliati fuori si riferisce alla sensazione o percezione che gli altri si divertano di più, vivano una vita migliore o sperimentino cose migliori di te. Implica un profondo senso di frustrazione e influisce sull’autostima. È spesso esacerbato dai social media come Instagram e Facebook.</p>
<blockquote><p>La FOMO non è solo la sensazione che potrebbero esserci cose migliori che potresti fare in questo momento, ma è la sensazione che ti stai perdendo qualcosa di fondamentalmente importante che gli altri stanno vivendo proprio ora.</p></blockquote>
<p>Può applicarsi a qualsiasi cosa, da una festa di un venerdì sera a una promozione sul lavoro, ma comporta sempre un forte senso di impotenza.</p>
<p>Quest’ansia è stata descritta dai ricercatori come “la sensazione inquieta e talvolta logorante che ci si stia perdendo, o che gli atri stiano facendo, o che siano in possesso di qualcosa di meglio di te”.</p>
<p>E mentre è presumibilmente in circolazione da secoli (è possibile trovare prove della FOMO perfino in testi antichi), è stata studiata scientificamente solo negli ultimi decenni, a partire da uno studio di ricerca del 1996 dello stratega del marketing, il dottor Dan Herman. Dall’avvento dei social media, tuttavia, la FOMO è diventata più manifesta ed è stata presa in considerazione più seriamente.</p>
<blockquote><p>I social media hanno accelerato il fenomeno in diversi modi. Creando una situazione in cui si confronta sempre di più la propria vita con quella degli altri. Pertanto, il concetto di “normale” diventa distorto e può sembrare che si stia facendo peggio rispetto a loro.</p></blockquote>
<p>I social media creano una piattaforma per autocelebrarsi<span class="Apple-converted-space">  </span>dove le cose, gli eventi e persino la felicità stessa sembrano a volte essere in competizione. Le persone tendono a esporre sui social le loro esperienze migliori, le fotografie più riuscite, il che potrebbe portarsi a chiedere a se stessi che cosa ci manca.</p>
<h3>Come smettere di confrontarsi con gli altri</h3>
<p>Man mano che ulteriori ricerche sulla FOMO vengono condotte e diventano disponibili, stiamo ottenendo un quadro più chiaro di ciò che comporta e di come ci influenza. Il quadro che ne esce non è affatto roseo, poiché gli effetti negativi sono molteplici ed è più comune di quanto ci si possa aspettare.</p>
<p>I siti di social network sono sia una causa che un effetto per questa condizione. Non sorprende che gli adolescenti li utilizzino in modo massiccio e di conseguenza siano più esposti al rischio di soffrire di FOMO. È interessante notare, tuttavia, che questa agisce come un meccanismo che innesca un utilizzo dei social ancora più complulsivo.</p>
<p>In ogni caso la FOMO associata all’utilizzo dei social media trascende l’età ed il genere. Può essere sperimentata da persone di tutte le età, e diversi studi lo hanno comprovato. Uno studio sulla rivista <i>Psychiatry Research</i> ha scoperto che non solo era strettamente correlata ad un massiccio utilizzo di smartphone e social media ma che questo collegamento non era associato all’età o al sesso ma in ogni caso derivava dalla paura di ricevere valutazioni negative e persino positive da parte di altri.</p>
<p>Un altro articolo ha evidenziato che è quasi sempre associata a un basso senso di realizzazione dei propri bisogni e ad una bassa soddisfazione della vita in generale. La FOMO è fortemente legata a un grande impegno nei social media, come suggerito da altri studi: sembra che la FOMO sia collegata sia alla necessità di impegnarsi nei social media sia ad aumentare tale impegno. Ciò significa che tutte queste abitudini possono contribuire a un ciclo negativo e che si autoalimenta.</p>
<blockquote><p>&nbsp;</p></blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">I social media mi stanno aiutando o ferendo la mia ansia sociale?</p>
</blockquote>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ridurre al minimo la FOMO</h3>
<p><strong>Focalizza in maniera diversa la tua attenzione.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>Invece di concentrarti su ciò che ti manca, prova a notare ciò che hai. Questo è più facile a dirsi che a farsi su internet, dove siamo bombardati con immagini di cose che non abbiamo, ma è comunque fattibile. Aggiungi più persone positive alla tua bacheca; nascondi le persone che tendono a vantarsi troppo o che non ti supportano. Puoi modificare la tua bacheca per mostrarti meno di ciò che innesca la tua ansia e più di ciò che ti fa sentire bene con te stesso. Lavora per identificare ciò che ti rende insoddisfatto cerca di minimizzarlo mentre aggiungi altro alla tua pagina (e alla tua vita) che ti renda felice.</p>
<p><strong>Tieni un diario.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>È comune pubblicare post sui social media per tenere traccia delle cose divertenti che fai. Tuttavia, si tende a controllare un po’ troppo se le persone stanno visualizzando le proprie esperienze online. In questo caso, potresti portare offline alcune delle tue foto e dei tuoi ricordi e tenere un diario personale dei tuoi momenti più belli, in digitale o su carta. Questo può aiutarti a spostare la tua attenzione dall’approvazione pubblica all’apprezzamento privato delle cose che rendono grande la tua vita.</p>
<p><strong>Cerca connessioni reali.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>Potresti ritrovarti a cercare una maggiore connessione quando ti senti depresso o ansioso, e questo è salutare. I sentimenti di solitudine o esclusione sono in realtà il modo in cui il nostro cervello ci dice che dobbiamo cercare maggiori connessioni con gli altri e aumentare il nostro senso di appartenenza. Sfortunatamente, il coinvolgimento che offrono i social media non è sempre il modo giusto per raggiungere questo obiettivo e si rischia di passare da una brutta situazione ad una anche peggiore.</p>
<p>Invece di provare a connetterti di più con le persone on-line, perché non organizzare un incontro con qualcuno di persona? Fare piani con un buon amico, creare una gita di gruppo o fare qualcosa di social che ti fa uscire con gli amici può essere un bel cambio di passo e può aiutarti a scrollarti di dosso quella sensazione che ti stai perdendo qualcosa. Ti mette al centro dell’azione. Se non hai tempo per fare piani, anche un messaggio diretto sui social media a un amico può favorire una connessione più grande e più intima rispetto alla pubblicazione di un post indirizzato a tutti e alla speranza di ottenere”Mi piace”.</p>
<p><strong>Concentrati sulla gratitudine.<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>Gli studi dimostrano che impegnarsi in attività che migliorano la gratitudine come semplicemente dire agli altri ciò che apprezzi su di loro può sollevare il tuo spirito e quelli di chiunque ti circonda. Ciò è in parte dovuto al fatto che è più difficile sentire la mancanza delle cose che ci mancano nella vita quando ci si concentra sull’abbondanza di ciò che già si possiede.</p>
<p>Questo può essere meraviglioso per la tua salute mentale ed emotiva.</p>
<blockquote><p>Sebbene la FOMO sia fortemente correlata all’utilizzo dei social media, è importante ricordare che è un sentimento molto comune tra le persone di tutte le età. Ognuno lo può sentire in momenti diversi della propria vita. Se senti di soffrire di sentimenti di perdita, può essere utile contattare un amico o passare un po’ di tempo a riflettere sulle cose di cui sei grato nella tua vita. Attività come queste possono aiutarci a mettere le cose in prospettiva mentre raccogliamo un maggiore senso di appartenenza e liberiamo l’ansia di “perdere” qualcosa.</p></blockquote>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/la-fomo-o-fear-of-missing-out-quando-i-social-creano-dipendenza/">LA “FOMO” O “FEAR OF MISSING OUT”: QUANDO I SOCIAL CREANO DIPENDENZA.</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/la-fomo-o-fear-of-missing-out-quando-i-social-creano-dipendenza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Relazioni difficili</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/relazioni-difficili/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/relazioni-difficili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 11:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[fidanzati]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=823</guid>

					<description><![CDATA[<p>Relazioni difficili In questa pagina ci inoltriamo nella “Selva oscura” delle Relazioni, che spesso sono difficili perché implicano il confronto e lo scontro di due modi di “funzionare”della mente. Alla base della difficoltà c’è sempre una diversità: di sesso, razza, ideologia, posizione sociale e generazionale, e a queste possiamo attribuire i relativi ruoli, come ad  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/relazioni-difficili/">Relazioni difficili</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Relazioni difficili</p>
<p>In questa pagina ci inoltriamo nella “Selva oscura” delle Relazioni, che spesso sono difficili perché implicano il confronto e lo scontro di due modi di “funzionare”della mente.</p>
<p>Alla base della difficoltà c’è sempre una diversità: di sesso, razza, ideologia, posizione sociale e generazionale, e a queste possiamo attribuire i relativi ruoli, come ad esempio:</p>
<p>&#8211; marito e moglie, conviventi in un medesimo spazio ma di diversa razza, ideologia o &#8212; religione.<br />
&#8211; datore di lavoro ed impiegato<br />
&#8211; genitore e figlio</p>
<p>&#8211; insegnante e allievo</p>
<p>Tutte queste coppie hanno in comune lo stesso “ostacolo”, una diversa visione del mondo con relativa modalità di interpretazione degli eventi, che li colloca gli uni su un monte e gli altri su quello opposto.</p>
<p>Tanto per non cadere nella banale definizione degli uomini e donne che vengono da due pianeti diversi, è invece opportuno evidenziare la medesima provenienza di entrambi i protagonisti della coppia, mettendo al centro il fatto che si tratta di esseri umani, in grado quindi di prescindere in taluni casi, dai propri ruoli e provenienze.</p>
<p>Tutto sta nel porsi umilmente nella posizione di ascolto e comprensione, certi che, in ognuno di noi, si trovino molti elementi, come fossero tasselli di un mosaico, compatibili con i tasselli dell&#8217;altro. Partendo da questo presupposto, mi metto nelle condizioni di aprire un varco di dialogo, pur sempre mantenendo la mia identità e il mio pensiero.</p>
<p>Ed è così che la moglie ed il marito mettono sul piatto della bilancia i propri sentimenti e si allenano a riconoscere le proprie modalità disfunzionali di dialogo trasformandole  in interazioni profonde e produttive per entrambi.</p>
<p>Amici e colleghi apprendono come gestire le distanze nei loro punti fermi della vita, aprendosi comunque ad un confronto ed una collaborazione: dove diversi punti di vista, producono un risultato migliore, ottenuto con la messa in gioco sè stesso e scrollandosi dal comodo divano dell&#8217; abitudine.</p>
<p>Datore di lavoro e impiegato imparano ad evitare di cadere nel triste tranello delle proiezioni (in cui l’uno rappresenta il papà cattivo che giudica e punisce e l’altro il figlio debole su cui scaricare le proprie frustrazioni ed incapacità.</p>
<p style="text-align: right;">Genitore e figlio ed insegnante ed allievo, posti nella stessa categoria poiché sia i genitori che gli insegnanti, dovrebbero essere più consapevoli, ed in grado di riconoscere che i loro ragazzi non sono lo specchio delle loro ambizioni frustrate o incapacità, ma un&#8217;importante occasione di dare un ulteriore senso al percorso fatto e motivo di crescita e arricchimento reciproco.</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/relazioni-difficili/">Relazioni difficili</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/relazioni-difficili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IPNOSI AD APPROCCIO PSICOFISICO &#8221; la memoria del corpo&#8221;</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/ipnosi-ad-approccio-psicofisico-la-memoria-del-corpo/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/ipnosi-ad-approccio-psicofisico-la-memoria-del-corpo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 14:38:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[mentecorpo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=799</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parlare di Ipnosi psicofisica potrebbe sembrare ridondante, poiché l'Ipnosi di per se' rappresenta una metodologia ad approccio psicofisico per eccellenza. Quando il paziente si sdraia sul lettino e scende lentamente i gradini verso i suoi stati di coscienza più profondi, coinvolge a pieno il corpo, pur stando apparentemente fermo. Ricordiamo che ogni movimento da noi  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/ipnosi-ad-approccio-psicofisico-la-memoria-del-corpo/">IPNOSI AD APPROCCIO PSICOFISICO &#8221; la memoria del corpo&#8221;</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di Ipnosi psicofisica potrebbe sembrare ridondante, poiché l&#8217;Ipnosi di per se&#8217; rappresenta una metodologia ad approccio psicofisico per eccellenza. Quando il paziente si sdraia sul lettino e scende lentamente i gradini verso i suoi stati di coscienza più profondi, coinvolge a pieno il corpo, pur stando apparentemente fermo. Ricordiamo che ogni movimento da noi immaginato, viene sempre riprodotto in modo micro dai muscoli coinvolti nell&#8217;azione reale e al tempo stesso il tipo di attivazione che la scena indotta va a stimolare è presente molto spesso in tutta la sua intensità: vi basti pensare a quando nei sogni capita di muoversi energicamente, sudare, parlare addirittura piangere e gridare, fino al punto di svegliarsi con il fiato e ed il cuore in gola.</p>
<p>Anche in alcune forme di Ipnosi tutto ciò può verificarsi, come anche può accadere di rilassarsi tanto da addormentarsi e non sentire più la voce del terapeuta. Le risposte sono molto soggettive ma rappresentano tutte delle modalità di attingere in modo guidato a delle nostre risorse nascoste, che i molti casi risultano determinanti per la completa risoluzione del problema della persona.</p>
<p>L&#8217; Ipnosi da me proposta, frutto della mia personale esperienza clinica con i pazienti, e&#8217; ad approccio psicofisiologico clinico integrato, ovvero nasce dalla fusione dell&#8217; ipnoterapia ericksoniana, e le tecniche del modello di Vezio Ruggieri.</p>
<p>Tradotto in procedura operativa :</p>
<p>A) ANAMNESI della la storia della persona, in tutti i suoi ambiti di vita.</p>
<p>B)RACCOLTA ELEMENTI CHIAVE, quegli elementi che saranno fondamentali per realizzare un&#8221;</p>
<p>C)INDUZIONE IPNOTICA SARTORIALE &#8221; , ovvero su misura alle esigenze, gusti, inclinazioni, ambizioni e capacità introspettive della persona .</p>
<p>D)SCREENING POSTURALE Analisi della postura con le sue contratture, gesti bloccati,linee di tensioni e capacità di movimento.</p>
<p>E)INDAGINE SUI PREREQUISITI ,sulla capacità del paziente di affidarsi e &#8220;cedere&#8221; le sue tensioni attraverso test psicofisici e osservazione</p>
<p>F)MESSA IN CONDIZIONE, introdurre il paziente all&#8217; Ipnosi con delle esperienze di rilassamento che lo abituano gradualmente a sperimentare sia l &#8216; abbassamento delle tensioni che la possibilità di fidarsi del terapeuta. le due cose sono strettamente collegate e questa fase può richiedere più sedute in base alle difese psicofisiche del paziente.</p>
<p>G)INDUZIONE IPNOTICA AD APPROCCIO PSICOFISICO, quando decido di lavorare non utilizzando l&#8217; Ipnosi classica, anziché far sdraiare il paziente sul lettino, invito la persona ad alzarsi in piedi o al massimo restare seduta. In un primo momento viene guidata sia dalla mia voce che dalle mie mani , che offrono un sostegno seguendo le tecniche del modello ( Vezio Ruggieri), alle zone della schiena in cui ho precedentemente individuato tensioni o difficoltà ad appoggiarsi .Quando il paziente si abbandona a questo tipo di sostegno inizia la mia induzione ipnotica personalizzata e costantemente tarata sul momento, con le modificazioni psicofisiche che il paziente mette in atto durante l&#8217;induzione stessa.</p>
<p>H)RESTITUZIONE, dopo aver riportato il paziente ad uno stato di coscienza &#8220;superficiale&#8221; chiedo di scrivere ciò che ricorda una volta a casa o di esprimere subito un suo commento a caldo, anche questa scelta è dettata dalla risposta psicofisica del paziente e da quella che è la sua necessità di elaborazione.</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/ipnosi-ad-approccio-psicofisico-la-memoria-del-corpo/">IPNOSI AD APPROCCIO PSICOFISICO &#8221; la memoria del corpo&#8221;</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/ipnosi-ad-approccio-psicofisico-la-memoria-del-corpo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terremoto, dalla paura al panico.</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/terremoto-dalla-paura-al-panico/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/terremoto-dalla-paura-al-panico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 21:06:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo aver vissuto il terremoto è per tutti naturale ed istintivo vivere un senso di impotenza e precarietà In tutto il mondo, in regioni diverse del pianeta, l'essere umano ha dovuto far i conti con catastrofi naturali di ogni tipo, intensità e frequenza e proprio su questi ultimi due parametri, l'uomo ha sviluppato la sua  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/terremoto-dalla-paura-al-panico/">Terremoto, dalla paura al panico.</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver vissuto il terremoto è per tutti naturale ed istintivo vivere un senso di impotenza e precarietà</p>
<p>In tutto il mondo, in regioni diverse del pianeta, l&#8217;essere umano ha dovuto far i conti con catastrofi naturali di ogni tipo, intensità e frequenza e proprio su questi ultimi due parametri, l&#8217;uomo ha sviluppato la sua capacità di far fronte in modo razionale all&#8217;inaspettato, continuando a vivere la propria vita, evitando, gli eccessivi allarmismi da un lato e gli episodi di panico non motivati o la diffusione di uno stile di vita dominato dall&#8217;ansia dall&#8217; altro.<br />
Guardando le popolazioni colpite periodicamente da tifoni, alluvioni ed uragani, possiamo avere un esempio di quanto detto.<br />
l&#8217;Italia dal canto suo è una zona sismica, il che vuol dire soggetta a continui assestamenti più o meno percepibili e prevedibili, senza entrare nella polemica di un sistema edile inadatto, dato oggettivo di partenza, il nostro pensiero da abitanti della penisola dovrebbe essere più consapevole.<br />
Come il signore che abita vicino alla ferrovia e sa&#8217; che puntualmente i suoi oggetti inizieranno a tremare al passaggio del treno e non come l&#8217;abitante caraibico che impazzirebbe nel veder scendere la neve.<br />
Quindi è giusto conoscere le regole per gestire al meglio l&#8217;evenienza, senza farsi prendere da una paura mal gestita che sfocerebbe nel panico.</p>
<p>Premesso che in questo momento in Italia e&#8217; in corso una lunga fase di assestamento, prima di andare avanti, di seguito alcune indicazioni divulgate dalla Protezione Civile:</p>
<p>-Zaino di emergenza con coperta termica , acqua , kit pronto soccorso, medicinali salvavita, cibo a lunga conservazione, latte in polvere e cambi in presenza di neonati, batterie per torcia. Questo zaino deve essere disponibile e già pronto da prendere al volo nel momento dell&#8217; uscita di casa.<br />
-Torcia da lasciare vicino al letto.<br />
-Non uscire di casa durante la scossa.<br />
-Mettersi sotto gli stipiti delle porte o tavolino.<br />
-Lontano da oggetti che potrebbero cadere.<br />
-Chiudere gas, luce, acqua.<br />
-Uscire per recarsi in luoghi lontani da palazzi o costruzioni.<br />
-Camminare lontano dai cornicioni ma non in mezzo alla strada.</p>
<p>Le indicazioni tecniche ci aiuteranno a pensare alla soluzione allontanandoci dal panico.</p>
<p><b>Dal punto di vista psicologico</b></p>
<p><b>Sintomatologia</b><br />
Il terrore di sentire mancare la terra sotto i piedi è una delle situazione più difficili da affrontare, poiché mancando l&#8217;appoggio dei piedi e l&#8217;equilibrio, veniamo anche noi &#8220;minati dalle fondamenta&#8221;: la vista si appanna, gli arti si irrigidiscono, ed il respiro diventa corto, tachicardia, sudorazione, sensazione di immobilità, vampate di calore, in generale una sorta di blackout psicofisico.<br />
Possiamo, anzi, dobbiamo fronteggiare l&#8217;evenienza con delle tecniche simili a quelle utilizzate per l&#8217;attacco di Panico.</p>
<p>Non è consigliabile intraprendere una cura farmacologica per far fronte alla suddetta sintomatologia, poiché l&#8217;effetto ottundente del farmaco è di ostacolo ad una adeguata reazione all&#8217;emergenza dell&#8217;evento.</p>
<p><b>Respirazione</b><br />
Per chi non avesse familiarità con tecniche per gli Attacchi di Panico (es.Training Autogeno metodo Shultz, Ipnosi Ericksoniana, Tecniche Psicofisiologiche Cliniche integrate, Psicologia Strategica), deve quanto più possibile provare a respirare, prima di tutto attraverso la Respiarazione addominale, che anche se risulta difficile e sembra non riuscire, sarebbe auspicabile lasciarsi guidare da questo tipo di respiro che vi darà modo di pensare e mettere in atto quanto detto sopra. Inoltre una corretta respirazione apporta una adeguata ossigenazione che agevola la capacità di ragionamento e azione.</p>
<p><b>Il Controllo</b><br />
Abbandonare l&#8217;idea di poter prevenire e controllare il terremoto.<br />
Alcuni pensano di poter far prevenzione addirittura stando svegli o modificando totalmente la propria routine quotidiana, invece, gestire al meglio il singolo evento, pensando ad esso, solo nel momento in cui arriva, equivale ad attivare un sano meccanismo di allerta in grado di funzionare al meglio al momento del bisogno.<br />
Come dire, se la spia resta sempre accesa alla fine non la vediamo più! e questo ci porterebbe inevitabilmente ad abbassare le difese lasciandoci in preda all&#8217;ansia.</p>
<p>Quindi aiutiamo i nostri cari aiutando prima di tutto noi stessi, come rammenta sempre il messaggio sugli aerei prima del decollo, che esorta a mettere per prima noi la mascherina dell&#8217;ossigeno e poi porgerla a chi ha bisogno.<br />
La nostra mascherina sarà in questo caso l&#8217;insieme delle regole preventive e norme antipanico sopra descritte.</p>
<p>Mi rivolgo anche e soprattutto, a coloro i quali, vivono tutti i giorni questo disagio, con un entità tale da alterare la quotidianità come chi ha vissuto direttamente le conseguenze tragiche del terremoto o semplicemente a chi sente crescere in se la paura che ciò possa accadere, senza però riuscire a venir fuori da questo stato di costante allerta che causa anche, insonnia, pensiero ossessivo, vertigini, emicrania, morsa al petto ed altri sintomi ancora, di rivolgersi a professionisti specializzati nella cura dell&#8217;Ansia poiché il terremoto è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di un ansia mai realmente elaborata.</p>
<p>Dott.ssa Silvia Trucco<br />
Psicologa e Psicoterapeuta esperta in Attacchi di Panico.</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/terremoto-dalla-paura-al-panico/">Terremoto, dalla paura al panico.</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/terremoto-dalla-paura-al-panico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ansia, Stress e Attacchi di Panico</title>
		<link>https://www.centromentecorpo.com/ansia-stress-attacchi-panico/</link>
					<comments>https://www.centromentecorpo.com/ansia-stress-attacchi-panico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Irrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 09:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Definitivo]]></category>
		<category><![CDATA[No farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.centromentecorpo.com/?p=760</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dott.ssa Silvia Trucco Psicologa e Psicoterapeuta Non mi servirà guardare quante visite avrà questa pagina, perché già da ora so che sarà la più letta… Non è chiaroveggenza la mia, ma semplicemente molti anni di lavoro clinico che mi hanno portato a definire l’Ansia e l’Attacco di Panico, la cosa più “democratica” che possa capitare  [...]</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/ansia-stress-attacchi-panico/">Ansia, Stress e Attacchi di Panico</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dott.ssa Silvia Trucco Psicologa e Psicoterapeuta</p></blockquote>
<p>Non mi servirà guardare quante visite avrà questa pagina, perché già da ora so che sarà la più letta…</p>
<p>Non è chiaroveggenza la mia, ma semplicemente molti anni di lavoro clinico che mi hanno portato a definire l’Ansia e l’Attacco di Panico, la cosa più “democratica” che possa capitare nella nostra società. E’ infatti <b>un</b> disagio, e ne parlo al singolare perché purtroppo l’uno annuncia l’altro, che non fa distinzioni di età, sesso o ceto sociale.</p>
<p>Può davvero succedere a chiunque, vero è che è mio compito informare su quali siano le condizioni predisponenti i campanelli d’allarme, affinché ognuno di voi, cari lettori, possa evitare o arginare nel giusto modo l’insorgenza del<b> drastico e devastante Attacco di Panico.</b></p>
<p><b>Condizioni Predisponenti</b></p>
<p>1) Una naturale tendenza al “controllo”tipico delle persone particolarmente precise ed attente nello svolgimento delle proprie azioni.</p>
<p>2) Una rigidità del distretto collo-spalla, comunque un tono di base della muscolatura spesso elevato.</p>
<p>3) Un errato appoggio plantare</p>
<p>4) Una predisposizione dello sguardo ed un assetto dei bulbi oculari leggermente verso l’esterno e conseguente fissità dello sguardo.</p>
<p>5) Errata modalità respiratoria e conseguente insufficiente ossigenazione cellulare.</p>
<p>6) Familiarità con il comportamento ansioso. (essere cresciuto con almeno un genitore che adotta spesso una modalità ansiogena)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riconoscersi in una o più di queste condizioni può bastare per farvi porre attenzione ai successivi campanelli di allarme:</p>
<p>1) Sentirsi a disagio in luoghi affollati, in galleria o durante una fila, come se si avesse la sensazione di essere bloccati senza vie di fuga e sentire il bisogno di scappare.</p>
<p>2) Avvertire il respiro corto</p>
<p>3) Avvertire il battito cardiaco accelerato</p>
<p>4) Dolori improvvisi al torace</p>
<p>5) Sudorazione improvvisa</p>
<p>6) Sensazione di ovattamento dall’esterno,ascoltare le voci come se provenissero da lontano</p>
<p>7) Sentirsi svenire,come se mancasse la terra sotto i piedi.</p>
<p>8) Paura di morire</p>
<p>9) Rigidità degli arti</p>
<p>10) Secchezza delle fauci.</p>
<p>11) Paura dei mezzi di trasporto pubblici o privati</p>
<p>Questi sopra descritti sono i più frequenti 11 sintomi riportati dai pazienti prima o durante un attacco di panico.</p>
<p>Ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è trovato a vivere, anche soltanto una di queste situazioni ed in questo casi il mio consiglio è<b> consultate uno specialista in attacchi di panico, che vi sappia avviare ad una buona prevenzione e risoluzione del picco ansioso</b>. (Anche senza nessun fondamento patologico, assenza di patologia medica conclamata, evitando così di far cronicizzate l’ansia.)</p>
<p><b>DIFFIDATE DA CHI VI PROPONE L’APPROCCIO FARMACOLOGICO!!!!!!!!!!!!! </b></p>
<p>L’Ansia e l’Attacco di panico, si possono, anzi, si devono affrontare senza l’ausilio dei farmaci che, aggiungerebbero soltanto una dipendenza in più a quelle già possedute da chi soffre di questo disturbo, come dipendere da amici e parenti per farsi accompagnare nei luoghi per paura di avere un attacco.</p>
<p><b>A meno che il paziente non abbia una diagnosi di disturbo psichiatrico il farmaco NON DEVE far parte del percorso terapeutico.</b></p>
<p><b>N.B</b>: l’ansia può essere vista come un valore su un continuum che va da <b>0</b> ( totale assenza di ansia e inerzia) a <b>100</b> (attacco di panico).</p>
<p>Premesso che, una minima quota di ansia ci permette di portare a termine le nostre azioni quotidiane, e quindi sarebbe bene collocare la nostra dose di ansia intorno alla metà della retta, quanto più oltrepassiamo quella metà, tanto più l’ansia che viviamo la subiamo come disfunzionale fino ad arrivare al crollo, all’Attacco di Panico</p>
<p>Il protocollo per la risoluzione degli attacchi di panico è breve ed efficace.</p>
<p>Si punta dritti all’obiettivo, <b>COME</b>:</p>
<p>1) dare alla persona i mezzi pratici per gestire un attacco di panico <b>da sola</b>.</p>
<p>2)<b> imparare a prevenire</b> un attacco di panico.</p>
<p>3) <b>eliminarlo completamente nel tempo.</b></p>
<p>4) <b>Trasformare l’ansia</b> dannosa in ansia funzionale nel quotidiano.<br />
<b>Ancora 4 COME</b> e&#8230;ancora nessun PERCHÉ ?</p>
<p>Sì, a mio modo di vedere i &#8220;perché&#8221; sono stati sovrastimati nella storia della psicoanalisi in particolare, ma anche della psicoterapia.</p>
<p>La mia scelta quindi come Psicoterapeuta Esperta in Attacchi di Panico è quella di dare al paziente tutti i <b>COME</b> possibili per uscir fuori dal tunnel degli attacchi di panico per mezzo di <b>Metodologie</b> che lo chiamo il <b>KIT DEL PRONTO INTERVENTO:</b></p>
<ul style="list-style-type: disc;">
<li>Psicofisiologiche Cliniche Integrate</li>
<li>Training Autogeno Metodo Shultz</li>
<li>Psicologia Strategica</li>
<li>Ipnosi</li>
</ul>
<p>in cui il paziente “impedisce all’ansia di salire dai piedi alla testa” evitando quindi quello stato di smarrimento e paura. Una volta scongiurato il pericolo, si passa ad una successiva fase in cui il paziente viene guidato nel trasformare le sue tensioni corporee nella direzione del”rilassamento a prescindere”, ad apprende quindi a mantenere il proprio equilibrio psicofisico in ogni condizione a prescindere dai contesti che prima gli procuravano timore di attacco di panico. Ed è in questa condizione che affiorano quasi naturalmente i ”PERCHE’ ho avuto l’attacco di panico?&#8221;. Ma arrivati a questo punto, ormai il paziente già vive serenamente le sue giornate e si può concedere anche il lusso di darsi delle risposte.</p>
<p>Mi rendo disponibile al dialalogo e confronto con persone che soffrono di questo disagio e professionisti del settore.</p>
<p>Dott.ssa Silvia Trucco Psicologa e Psicoterapeuta</p>
<p>The post <a href="https://www.centromentecorpo.com/ansia-stress-attacchi-panico/">Ansia, Stress e Attacchi di Panico</a> appeared first on <a href="https://www.centromentecorpo.com">Centro Mentecorpo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.centromentecorpo.com/ansia-stress-attacchi-panico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
